Blocco IX · Agenti che lavorano da soli · Lezione 52
Sicurezza degli agenti: che nessuno li inganni
Conoscerai gli attacchi più comuni, come istruzioni nascoste in siti web ed email, server MCP avvelenati o chiavi esposte, e come proteggerti con ambienti isolati, permessi minimi e approvazione umana.
- 11 min
- 9 slide animate
- Quiz di 4 domande
- Narrata in 6 lingue
Cosa vedrai in questa lezione
- Perché un agente è più facile da ingannare
Un agente legge contenuti di terzi e in più agisce: se qualcuno gli infila un ordine, può eseguirlo con i tuoi permessi.
- Iniezione di istruzioni: diretta e indiretta
Qualcuno inserisce un ordine in ciò che l'agente legge: nella chat (diretta) o nascosto in un sito, un'email o un PDF (indiretta).
- Non c'è una soluzione definitiva: limita i danni
Il modello non distingue in modo affidabile un ordine da un dato, quindi la vera difesa è limitare ciò che può fare se ci casca.
- Server MCP avvelenati
Il modello legge e obbedisce alla descrizione di ogni strumento MCP, quindi un server malevolo può nascondervi degli ordini.
- Chiavi esposte: l'errore più costoso
Una chiave nel codice, in un .env caricato su GitHub o dentro il contesto dell'agente finisce, prima o poi, in mani sbagliate.
- Ambiente isolato: che lavori dentro una scatola
Una sandbox limita quali file vede l'agente e a quali domini si collega, anche se lo ingannano.
- Permessi minimi: solo l'indispensabile
Dai all'agente solo ciò che serve al suo compito: OWASP chiama «agency eccessiva» (LLM03) dargliene di più.
- Approvazione umana e log
Ciò che non si può annullare lo approva una persona, e ogni azione dell'agente resta registrata.
- Riepilogo: agenti che non si lasciano ingannare
Progetta come se l'agente dovesse essere ingannato: se ci casca, non deve poter fare danni importanti.
Strumenti e concetti
- Prompt injection
- Sandbox
- OWASP MCP Top 10
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